La “Observer Single Handed Trans-Atlantic Race” e’, forse, la regata transatlantica piu’ antica: svolta per la prima volta nel 1960, fu pensata ed organizzata da Blondie Hasler, vinta da Sir Francis Chichester. A quell’epoca l’idea di una navigazione in solitario in oceano era un concetto rivoluzionario e, nella pratica, quasi impossibile da pensare. I due principali creatori (Hasler e Chichester) hanno cercato sponsorizzazioni ma nessuno era pronto a sponsorizzare un tale evento. Solo nel 1960 il giornale “The Observer” promesse la sponsorizzazione sotto l’ediga del Royal Western Yacht Club d’inghilterra.
Ecco la lista di alcuni dei velisti professionisti che da allora hanno preso parte a questa regata: Eric Tabarly, Pete Gross, Loick Peyron, Francis Joyon, Mike Golding, Michel Desjoyeaux, Ellen MacArthur....
Alla prima edizione del 1960 solo 5 barche hanno preso il via e tutte e 5 hanno raggiunto New York. I piloti automatici erano piuttosto rudimentali e non c’erano navigatori satellitari. In maniera che oggi forse chiameremo poetica, il solo modo di fare il punto nave in mezzo all’atlantico era grazie a compassi a mano e a sestanti. I 5 pionieri presero vie differenti con Blondie Hasler (su Jester, 25 piedi) optando per la via piu’ a nord, Francis Chichester (con Gipsy Moth III, 40 piedi) e David Lewis (su Cardinal Vertue, 25 piedi) optarono invece per il circolo massimo e Val Howells (su Eric, 25 piedi) e Jean Lacombe (unico francese, sulla barca piu’ piccola Cap Horn di 21.5 piedi) sulla rotte delle azorre, a sud. Poco si seppe degli skipper durante la regata non essendoci telefoni satellitari, ma alla fine Chichester taglio’ la linea di arrivo 40 giorni e 12 ore dopo la partenza. Il secondo, 8 giorni dal primo, fu Hasler: Jean Lacombe arrivo’ quinto dopo 74 giorni di navigazione.
La seconda edizione, nel 1964, vide la partecipazione di una delle figure piu’ di spicco nella storia della navigazione in solitario e per lo sviluppo dello sport della vela in Francia. Nel 1964 Eric Tabarly, un 32enne della marina francese impiego’ solo 27 giorni a bordo del suo Pen Duick II (44 piedi) per vincere la Ostar. A differenza della prima edizione, che ricevette poco l’ attenzione dei media, la seconda edizione fu accompagnata da una vasta eco e da diverse segnalazioni sui media. Tabarly parti’ favorito avendo la barca piu’ grande. La conoscenza delle strategie di gara e delle posizioni relative degli avversari era quasi nulla, tanto che quando Tabarly arrivo’ a Rhode Island non seppe di aver vinto (non uso’ mai la radio per comunicare) e solo sotto pressione dei giornalisti dicharo’ che il suo pilota automatico funziono’ solo i primi 8 dei 27 giorni per della regata. Vincendo la Ostar e dimostrando di aver attraversato l’atlantico praticamente senza timone automatico Tabarly divenne un eroe in Francia e gli fu concessa la Legione d’onore. Chischester su Gipsy Moth III arrivo’ secondo a 2 giorni di distanza.
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