Intervista a caldo a Roberto Westermann fatta dallo staff del Blog di Yacht&Sail
Ciao Roberto, complimenti per la bellissima regata, anche a te chiediamo qual è stato il primo pensiero tagliato il traguardo.
Onestamente mi sembra di aver fatto il "minimo sindacale", comunque grazie per i complimenti. Tagliato il traguardo o meglio arrivato a poche miglia da Newport la confusione mentale è tanta: dispiacere perché sta finendo un bel sogno, piacere di arrivare.
La soddisfazione comunque arriva dopo lì per lì non ero molto soddisfatto, sapevo che poteva andare meglio, col senno di poi però capisci che poteva andare anche peggio perché fare 2000 miglia di trasferimento in aprile e 3000 di regata rompendo (boccole a parte) solo un windex non è male.
Altra domanda obbligata: il momento più bello e quello più brutto della regata?
Il momento più bello per è stato quando George (il pilota nr.1) ha ripreso a funzionare, il più brutto a tre giorni dalla partenza quando ho dovuto prendere la decisione di continuare la regata ad andatura ridotta con le bussole dei timoni rotte.
Abbiamo letto dei tuoi manicaretti, raccontaci i retroscena culinari di 3000 miglia in solitario…
Per noi mediterranei o almeno per me tenere su il morale in certe circostanze è importante. Già sei al freddo, con la nebbia etc. etc. se anche in cucina ti intristisci con liofilizzati e pappine è la fine. I "nordici" sono abituati a mangiare male e prendere freddo e pioggia noi no.
Mi sono organizzato con un po’ di gas in più, e mi sono cotto il riso e la pasta, soffritti etc. etc. in fin dei conti con una pentola a pressione e un po’ di pazienza si fanno miracoli, anche di bolina con 30 nodi. Le ricette erano già sperimentate da tempo, l'unica variante nuova è stata la simmenthal nel minestrone con pasta e lardo di Colonnata, dopo una bomba così non senti il freddo per parecchie ore!
Wilson è stato fondamentale da quel che abbiamo saputo, sarà equipaggio fisso d’ora in poi?
Wilson è un grande ora se Agata non lo rivuole lo siliconiamo sulla mensola sopra al tavolo da carteggio, per ora è tornato in aereo con me.
Spinning Wheel ha dimostrato di essere velocissima, non che non ce lo aspettassimo ma insieme avete sorpreso tutti, quale sarà il suo destino?
E non avete visto niente, abbiamo sempre navigato con il freno a mano tirato! Destino mah... mi piacerebbe che almeno lei continuasse a regatare ad un certo livello, io non so, ci vorrebbe un altro "matto" che voglia fare la prossima Ostar a quel punto potrei passargli il testimone oltre che tutta l'esperienza accumulata in questi anni.
Però bisogna fare in fretta, quattro anni passano presto e sono appena sufficienti a preparare una regata così, sicuramente anche gli altri erano veloci ma arrivando a Plymouth con poche miglia sulle spalle non è che puoi sperare di fare il risultato.
Per il tuo futuro cos’hai in mente, una carriera da velista oceanico o questa Ostar era ormai una sfida personale e ora che l’hai compiuta tornerai ad una vita terrestre?
A cinquant'anni la carriera l'ho bella che fatta, con tutte le Giraglie, Romax2 e Corsicax2, la Ostar era una cosa che dovevo fare e credo di averla fatta bene, da "professionista" in modo maturo e responsabile, nel 2000 con l'altra barca ero partito senza essere pronto, però quell'esperienza è servita a fare bene questa, ora vediamo, la veleria ha ancora bisogno di me, magari resto nel giro preparando qualcun altro a fare la prossima!
Grazie mille Roberto, complimenti ancora e buon vento anche a te!
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